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![]() Sito aggiornato il 09.05.2026 |
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Parrocchie di Isola della Scala e Pellegrina
Sesta Domenica di Pasqua - Anno A
Uniti a Cristo, amati da lui e pronti ad
amare come lui e con lui, trasformati dalla
sua grazia, siamo chiamati a narrare e
testimoniare la nostra fede, pronti a
rendere ragione a tutti della speranza che è
in noi.
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ROSARI PER IL MESE DI MAGGIO
A ISOLA
Estratto dall’omelia del Santo Padre presso il Santuario di Pompei 8 Maggio 2026
Preceduta dalla proclamazione della Parola
di Dio, incastonata tra il Padre nostro e il
Gloria, l’Ave Maria che si ripete nel Santo
Rosario è un atto di amore. Non è forse
proprio dell’amore ripetere senza stancarsi:
“Ti voglio bene”? Un atto di amore che, sui
grani della corona, come ben si vede nel
quadro mariano di questo Santuario, ci fa
risalire a Gesù, e ci porta all’Eucaristia,
«fonte e apice di tutta la vita cristiana.
Ne era convinto San Bartolo Longo quando
scriveva: «L’Eucaristia è il Rosario vivente,
e tutti i misteri si ritrovano nel santo
Sacramento in una forma attiva e vitale»
Aveva ragione. Nell’Eucaristia i misteri della
vita di Cristo si ritrovano tutti, per così dire,
concentrati nel memoriale del suo sacrificio
e nella sua presenza reale.
Il Rosario ha una fisionomia mariana, ma
un cuore cristologico ed eucaristico
Se la Liturgia delle Ore scandisce i tempi
della lode della Chiesa, il Rosario scandisce
il ritmo della nostra vita riportandola
continuamente a Gesù e all’Eucaristia.
Generazioni di credenti sono state plasmate
e custodite da questa preghiera, semplice e
popolare, e al tempo stesso capace di altezze
mistiche e scrigno della più essenziale
teologia cristiana. Cosa c’è infatti di più
essenziale dei misteri di Cristo, del suo
santo Nome, pronunciato con la tenerezza
della Vergine Maria? È in questo Nome, e in
nessun altro, che noi possiamo essere
salvati (cfr At 4,12).
Ripetendolo in ogni Ave Maria, facciamo in
qualche modo l’esperienza della casa di
Nazaret, quasi riascoltando la voce di Maria
e di Giuseppe nei lunghi anni in cui Gesù
visse con loro. Facciamo anche l’esperienza
del Cenacolo, dove gli Apostoli con Maria
attesero l’effusione dello Spirito Santo.
Come non pensare che, in quel tempo tra
l’Ascensione e la Pentecoste, Maria e gli
Apostoli facessero a gara nel ricordare i
diversi momenti della vita di Gesù? Non
doveva sfuggirne nessun dettaglio! Tutto
era da ricordare, assimilare, imitare. Nasce
così il cammino contemplativo della Chiesa,
di cui, a somiglianza dell’Anno liturgico, il
Rosario offre la sintesi nella meditazione
quotidiana dei santi Misteri. Giustamente il
Rosario è stato considerato un compendio
del Vangelo.
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